Essere accompagnante internazionale dei diritti umani

In Guatemala sono presenti diverse ONG a sostegno e tutela dei diritti umani e della salvaguardia del territorio, fra cui ACOGUATE, attraverso la quale sono venuta a conoscenza della realtà del paese e del ruolo della cooperazione internazionale.

Sono trascorsi cinque mesi dal mio arrivo e il compito che mi è stato assegnato è quello di visitare le comunità assumendo il ruolo di accompagnante: gli operatori nella regione Ixcan/Coban, quella in cui sono ubicata, visitano le famiglie, si riuniscono con le autorità locali, scambiano informazioni, raccolgono testimonianze.

Le nostre uscite comportano una permanenza nei villaggi di due o tre settimane consecutive, visitando in media sei, nove comunità ogni volta. Una comunità può essere formata da trenta famiglie fino ad arrivare a cento. Al nostro arrivo ci presentiamo alle autorità locali le quali ci attribuiscono un alloggio: a volte dormiamo con le famiglie, condividendo il loro spazio, altre, invece, usufruiamo di scuole o infermerie.

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Entretiens d’Anna Vidoli pour la RSI et La Regione

Anna Vidoli, 27 ans, a grandi à Ascona (TI). Depuis novembre 2015, elle s’est engagée avec Peace Watch Switzerland au Guatemala et représente actuellement notre organisation auprès de notre partenaire sur place, ACOGUATE. Dans le cadre d’un entretien pour la RSI, à écouter ici en intégralité, elle nous fait part de son expérience sur le terrain.

A retrouver également l’article qui lui a été accordé dans La Regione au début du mois de mars.

Anna La Regione

L’accompagnamento nelle comunità del Guatemala

Attraverso queste foto voglio condividere con voi il mio quotidiano in quanto accompagnatrice dei diritti umani in Guatemala, e più specificamente nella regione Ixcan. Così avrete modo di impregnarvi della cultura, fare conoscenza con i suoi abitanti, lasciarvi condurre in questi paesaggi e essere coscienti delle minacce che la popolazione vive quotidianamente.

Anna, Guatemala, février 2016

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Verso il lavoro: un uomo si dirige al mercato per vendere prodotti. ©AVidoli2016.

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Educazione – divertimento. ©AVidoli2016.

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©AVidoli2016.

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“El baile del venado”: ballo tradizionale illustrando la conquista spagnola. ©AVidoli2016.

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©AVidoli2016.

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Le mie sensazioni all’arrivo in Guatemala

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IMG_2834Non è facile descrivere quali sono state le sensazioni che ho provato all’arrivo in Guatemala. Scendendo dall’aereo ho provato paura per l’inizio della nuova esperienza in una città sconosciuta, con l’incognita della collaborazione, lo scambio con cooperatori provenienti da molte altre culture e le sfide personali che questo comporta. D’altro canto prevaleva un senso di eccitazione nell’intraprendere l’attività con la popolazione locale, piena di curiosità verso la loro cultura, la lotta per il quotidiano, la loro realtà di vita.

Dopo due settimane di formazione, durante le quali noi nuovi abbiamo ricevuto informazioni di vario genere: politico, culturale, sociale, psicologico, siamo stati assegnati a delle regioni nelle quali è attivo il programma ACOGUATE, siamo diventati accompagnanti in sostegno delle rivendicazioni dei locali, del loro territorio e dei loro diritti.

Sono partita per la regione Ixcan, centro di interesse nel dibattito sulla politica energetica e l’uso delle risorse naturali. Il governo guatemalteco e le imprese transnazionali vorrebbero approfittare del potenziale idroelettrico della zona per costruire la seconda diga più grande dello Stato. Alcune comunità si oppongono alla rimilitarizzazione, adottando misure atte a garantire che le loro voci siano ascoltate. L’incremento della presenza militare è un segnale inquietante per gli abitanti in lotta per i loro diritti.

Noi affianchiamo due organizzazioni nella regione Ixcan: un’Associazione per la giustizia e la riconciliazione nel caso di genocidio e un’Associazione di Comunità per lo sviluppo, la difesa della terra e delle risorse naturali. Con un’altra cooperante visitiamo i loro villaggi, le loro case e ci riuniamo con le autorità locali. La lotta di queste persone prosegue da anni, mostrando il desiderio di giustizia e di vivere serenamente. Nonostante i 36 anni di conflitto interno queste comunità mostrano un livello di resilienza molto alto: è ammirevole vedere che nonostante il duro lavoro nei campi, la famiglia e gli altri impegni della difficile vita quotidiana, si ritagliano uno spazio per riportare pace e democrazia nel loro paese cha ha già tanto sofferto.

C’è molto da imparare e aspetto con impazienza i prossimi incontri per conoscere meglio le persone, il loro modo di vivere e i loro pensieri. In queste comunità abbiamo la fortuna di vivere a stretto contatto con gli abitanti: dormiamo con loro e mangiamo alla stessa tavola, compartendo storie sulle differenze culturali. La costruzione di un rapporto di confidenza e fiducia è un processo che durerà nel tempo, motivo per il quale ho deciso di restare metà anno nel paese.

Anna, Guatemala, 5 janvier 2016

Départ pour la Colombie

Bonjour à tous,

Merci de votre visite et de votre intérêt!

Je m’apprête à partir pour 3 mois et demi en Colombie dans le cadre d’un projet de défenses des droits de l’Homme en tant qu’observatrice-accompagnatrice mandatée par l’association Peace Watch Switzerland. Je rejoins tout d’abord mon co-équipier Christof à Bogota, où nous aurons une formation sur plusieurs jours avant de rejoindre Barrancabermeja, le point de départ de nos sorties sur le terrain. Notre travail consistera en visites régulières dans différentes communautés vivant dans les régions rurales du Magdalena Medio.
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Direction le Guatemala!

Un article paru dans le quotidien L’Impartial le 29 décembre 2014 annonçait le départ au Guatemala de l’observatrice des droits de l’Homme de PWS Magali Grossenbacher
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Stéphane Devaux, L’Impartial, 29 décembre 2014

Guatemala

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Vote lors d’une consultation communautaire dans le nord du Guatemala ©PWS 2007

La violence et l’impunité sont omniprésentes au Guatemala. L’impunité ne concerne pas uniquement les crimes commis durant le conflit armé interne, mais également les agressions commises à ce jour. Les menaces, harcèlements, agressions et meurtres de défenseurs des droits humains, de syndicalistes et de leaders de communautés indigènes et paysannes et de leurs proches sont quotidiens. Plusieurs organisations font appel à notre partenaire, le programme d’accompagnement ACOGUATE pour bénéficier d’un accompagnement protecteur lors de réunions ou de consultations populaires.

L’instrument de l’accompagnement vise à augmenter le coût politique des menaces et intimidations à l’encontre des défenseurs et défenseuses des droits humains. Les organisations accompagnées travaillent dans trois domaines : lutte pour la justice et contre l’impunité, défense du territoire et des ressources naturelles, défense des droits du travail et syndicaux.

Chaque année, Peace Watch Switzerland mandate entre trois et dix observateurs et observatrices de tout âge au sein de ce programme.