Welttag des Buches in Guatemala

Am 23. April wird weltweit der Tag des Buches gefeiert. In Guatemala Ciudad, wo entgegen vieler Erwartungen das Kulturleben sehr vielfältig und ausgeprägt ist, wird dies in unterschiedlichen Lokalen mit Lesungen und Sonderausstellungen die ganze Woche thematisiert. So habe auch ich mich entschieden, euch die Rolle des Buches in der Geschichte Guatemalas und unserer Arbeit zu erläutern und Empfehlungen über die Werke abzugeben, die mich besonders beeindruckten.

Hintergrund des Weltbuchtags
Im Jahre 1995 deklarierte die UNESCO (UN Organisation für Bildung, Wissenschaft und Kultur) den 23. April zum „Welttag des Buches“, dem weltweiten Feiertag für Lesen, Bücher und die Rechte der AutorInnen. Dabei hat sie sich von dem katalanischen Brauch inspirieren lassen, zum Namenstag des Volksheiligen St. Georg Rosen und Bücher zu verschenken. Darüber hinaus kommt dem Datum die weitere besondere Bedeutung zu, dass der 23. April der Todestag unter anderem von William Shakespeare, Inca Garcilaso de la Vega (Peruanischer Autor und Geschichtsschreiber, spanischer sowie Inka Abstammung) und Miguel de Cervantes ist.  In ihrer Resolution erörtert die UNESCO die Wichtigkeit des Buches als das “mächtigste Mittel zur Verbreitung des Wissens und das effizienteste Mittel zu deren Bewahrung”. In Ländern wie Guatemala mit seiner blutigen Vergangenheit, kommt dem eine besondere Bedeutung zu.

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La Caravana della dignità: per la resistenza e la libertà dei prigionieri politici del Nord di Huehuetenango

Articolo originale in spagnolo scritto da Gustavo Illescas, comparso ne “Centro de Medios Independientes” il 7 aprile 2016

Con lo slogan “siamo tutte e tutti il Nord di Huehuetenango”, l’Assemblea dipartimentale dei Popoli di Huehuetenango (ADH), insieme a diverse organizzazioni sociali e autorità comunitarie, sono partiti il 6 aprile dal municipio di Huehuetenango direzione municipio di Santa Eulalia, dove si realizzò la prima tappa. Per il giorno seguente, il 7 aprile, si celebrò il 3° anniversario della resistenza “Nuevo Amanecer” in Santa Cruz Barillas, ubicata nella comunità di Poza Verde.

La resistenza “Nuevo Amenecer” è nata in seguito al fatto che il governo dell’ex-presidente Otto Pérez Molina aveva imposto uno stato d’assedio in Sanza Cruz Barillas, nel maggio del 2012, dove si realizzarono violazioni ai diritti umani, incluse detenzioni illegali massive contro i leader del movimento q’anjob’al e a coloro che si oppongono ai progetti idroelettrici dell’impresa Hidro Santa Cruz SA (proprietà dell’impresa transnazionale spagnola Hidralia).

Nonostante le costanti assemblee comunitarie e ai documenti firmati dalle autorità locali, dove le comunità hanno espresso il loro rifiuto all’impresa, ciò non ha impedito di entrare abusivamente e violentemente al bacino del fiume q’an b’alam. Per questa ragione il 7 aprile 2013, le comunità hanno deciso di emulare la resistenza di “La Puya” e stabilire una resistenza pacifica nel cammino comunitario utilizzato illegalmente dall’impresa per arrivare al fiume. Tuttavia i lavoratori hanno continuato ad entrare ma il 22 aprile di quest’anno, in un’assemblea comunitaria dove si firmarono atti, gli impiegati si sono impegnati a non tornare finché la situazione non veniva chiarita.

I lavoratori, supportati dall’impresa, hanno presentato una denuncia contro Arturo Pablo Juan Francisco Juan Pedro e Adalberto Villatoro Hernandez, i quali, a causa di questa situazione si trovano in carcere preventiva dal 26 Febbraio 2015, accusati dei crimini di minacce, incitamento alla cospirazione, riunioni e manifestazioni illegali e, successivamente, sono stati aggiunti rapimento e sequestro.

L’8 aprile, la Carovana è arrivata nel vicino comune di San Mateo Ixtatán in cui le organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani si sono unite, al fine di verificare la situazione dei difensori dei diritti umani. Gli obiettivi di una verifica a San Mateo Ixtatán è quello di ascoltare la denuncia delle comunità della micro-regione Ixquisís, le quali si sentono minacciate dall’azienda Promoción y Desarrollos Hídricos S.A. che, attraverso la società israeliana Solel Boneh, costruisce le idroelettriche San Andrés e Pojom II, sul bacino dei fiumi Pojom, Negro, Yalhuitz (Primavera), Varsovia e Palmira (terzo flusso). Le dighe sono proprietà della famiglia Rodas Marzano la quale ha ottenuto un prestito dal BID (Banca Interamercana per lo Sviluppo) attraverso la Corporazione Interamericana d’Investimenti (CII) per la costruzione.

In conclusione, la Caravana della dignità si propone per dare un appoggio solidale alle comunità in resistenza e documentare le violazioni dei diritti umani perpetrate dalle imprese PDHSA, Solel Boneh, la Polizia Nazionale Civile e l’esercito guatemalteco che dal 2014, è stanziato in una base militare nella stessa regione.

Anna, Guatemala, 13.4.16

Kampf um Gerechtigkeit der Ixiles geht weiter

Genozidverfahren ohne Ende schreitet voran
Am 16. März 2016 lädt das Gericht zum 5. Mal zur mündlichen Debatte des Völkermordverfahrens gegen Ex-Diktator José Efraín Ríos Montt und  den ehemaligen Chef des militärischen Geheimdienstes, José Mauricio Rodríguez Sánchez.

Begleitung der Ixiles ans Gericht
Letzte Woche hatte ich die Ehre, eine Gruppe des Ixil Volkes ans Gericht zu begleiten und kennen zu lernen. Die Ixiles sind bekannt für ihre stark ausgeprägte indigene Identität und ihren jahrhundertelangen Widerstand. Ihre Kultur prägt sich aus durch die starke Verwurzelung mit ihrer Erde und dem Prinzip von Komplementarität zwischen allem: Mutter und Vater, Himmel und Erde, Berg und Tal und ihren „Tierras Calientes“ y „Tierras Frias“. (Erde auf Sonnen und Schattenseite, die unterschiedliche Ernten zu unterschiedlichen Zeiten bringen.)

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Essere accompagnante internazionale dei diritti umani

In Guatemala sono presenti diverse ONG a sostegno e tutela dei diritti umani e della salvaguardia del territorio, fra cui ACOGUATE, attraverso la quale sono venuta a conoscenza della realtà del paese e del ruolo della cooperazione internazionale.

Sono trascorsi cinque mesi dal mio arrivo e il compito che mi è stato assegnato è quello di visitare le comunità assumendo il ruolo di accompagnante: gli operatori nella regione Ixcan/Coban, quella in cui sono ubicata, visitano le famiglie, si riuniscono con le autorità locali, scambiano informazioni, raccolgono testimonianze.

Le nostre uscite comportano una permanenza nei villaggi di due o tre settimane consecutive, visitando in media sei, nove comunità ogni volta. Una comunità può essere formata da trenta famiglie fino ad arrivare a cento. Al nostro arrivo ci presentiamo alle autorità locali le quali ci attribuiscono un alloggio: a volte dormiamo con le famiglie, condividendo il loro spazio, altre, invece, usufruiamo di scuole o infermerie.

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Entretiens d’Anna Vidoli pour la RSI et La Regione

Anna Vidoli, 27 ans, a grandi à Ascona (TI). Depuis novembre 2015, elle s’est engagée avec Peace Watch Switzerland au Guatemala et représente actuellement notre organisation auprès de notre partenaire sur place, ACOGUATE. Dans le cadre d’un entretien pour la RSI, à écouter ici en intégralité, elle nous fait part de son expérience sur le terrain.

A retrouver également l’article qui lui a été accordé dans La Regione au début du mois de mars.

Anna La Regione

Historisches Urteil im Fall Sepur Zarco

Gerichtsurteil Sepur Zarco – Ein Zeichen im Namen der Gerechtigkeit für die Frauen von heute, von gestern und von morgen

Wie im letzten Beitrag erwähnt (s. “Ein ereignisreicher Start ins neue Jahr sowie bei ACOGUATE” vom 26. Febr.), haben wir letzten Monat den Gerichtsfall “Sepur Zarco” täglich begleitet, in dem 15 Frauen des Maya Q’eqchi Volks die traurige Wahrheit von täglichen Vergewaltigungen, Sklaverei und ermordeten und entführten Familienmitgliedern ans Tageslicht brachten und von den guatemaltekischen Rechtsbehörden Gerechtigkeit einforderten. Für die Überlebenden waren das Brechen des jahrelangen Schweigens und die Einreichung der Klage ein enormer und beängstigender Schritt: Mit Hilfe psychologischer Betreuung der Organisation ECAP begannen sie nach und nach ihre Vergangenheit zu bewältigen und die oft mit sexueller Gewalt assoziierten Scham- und Schuldgefühle zu überwältigen. So lernten sie, abzugrenzen was ihnen widerfahren war und dass es keineswegs ihre Schuld war. Es blieb nur die Frage einer der Zeuginnen:

“Was sagt das Rechtssystem zu dem, was uns widerfahren ist?”

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Internationaler Tag der Frauen in Lateinamerika

Heute, am 8. März, ist internationaler Tag der Frauen. Werfen wir doch einen Blick auf die Situation der Frauen in Lateinamerika:

Einerseits ist mit der Verurteilung der verantwortlichen Militärs wegen sexueller Sklaverei im Fall Sepur Zarco in Guatemala ein grosser Erfolg für die Anerkennung sexueller Gewalt gegen Frauen zu verzeichnen. Dies ist auch der Härte und Unerschrockenheit der Gerichtspräsidentin Yasmin Barrios, die bereits im Genozidfall trotz starkem Druck und Bedrohungen seitens der Interessensvertreter des guatemaltekischen Militärs der Unabhängigkeit und Berufung zur Gerechtigkeit ihres Mandates treu geblieben ist und den  Genozid und die Sexuelle Sklaverei verurteilte. Die Überlebenden Frauen drücken im nachfolgenden Bild ihre Erleichterung und Erfüllung für die nach so langer Zeit endlich erreichte Anerkennung aus.

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Sandra Sebastián

Andererseits zeigen allein der Fakt, dass sexuelle Gewalt gegen Frauen als Kriegswaffe vewendet wird, und die Tatsache, dass die Anzahl der weiblichen Opfer in bewaffneten Konflikten grösser ist als die der männlichen, wie schief etwas in unserer patriarchalischen Gesellschaft läuft. So ein Kommandant der UN Sondereinheit in der Demokratischen Republik Kongo:

Es ist gefährlicher eine Frau zu sein als ein Soldat in modernen Konflikten.

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La sentenza del caso “Sepur Zarco”

La giustizia è infine arrivata per le donne di Sepur Zarco.

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Il 26 febbraio passato, il Tribunale di Alto Rischio A ha reso il verdetto e condannato l’anziano ausiliare militare Heriberto Valdez Asig e il Luogotenente Colonnello Esteelmer Francisco Reyes Girón a rispettivamente 240 e 120 anni di carcere. Per la prima volta nel mondo, i crimini contro l’umanità sotto forma di violenza sessuale, schiavitù domestica e schiavitù sessuale sono stati giudicati in un tribunale nazionale.

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L’accompagnamento nelle comunità del Guatemala

Attraverso queste foto voglio condividere con voi il mio quotidiano in quanto accompagnatrice dei diritti umani in Guatemala, e più specificamente nella regione Ixcan. Così avrete modo di impregnarvi della cultura, fare conoscenza con i suoi abitanti, lasciarvi condurre in questi paesaggi e essere coscienti delle minacce che la popolazione vive quotidianamente.

Anna, Guatemala, février 2016

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Verso il lavoro: un uomo si dirige al mercato per vendere prodotti. ©AVidoli2016.

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Educazione – divertimento. ©AVidoli2016.

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©AVidoli2016.

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“El baile del venado”: ballo tradizionale illustrando la conquista spagnola. ©AVidoli2016.

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©AVidoli2016.

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Ereignisreicher Start ins neue Jahr sowie bei ACOGUATE

Mit dem Beginn des neuen Jahres fing auch endlich mein Einsatz als Menschenrechtsbegleiterin im Rahmen des internationalen Projekts ACOGUATE an. Voller Wissens- und Handlungsdrang startete ich die Ausbildungsphase vor Ort. Bereits 3 Tage nach Beginn geschieht Unerwartetes: Das Justizsystem gerät in Bewegung!

Nachdem das Genozidurteil gegen Ex-Diktator Ríos Montt de facto annulliert wurde, bzw. das Verfahren praktisch nochmals von vorne losging, hatten Viele bereits die Hoffnung auf Gerechtigkeit aufgegeben im Hinblick auf die unzähligen Gräueltaten gegen die Zivilbevölkerung, die zwischen 1978-1983, der blutrünstigsten Phase des Internen Konflikts, begangen worden waren. Die Hoffnung stirbt aber zuletzt.

Da das Rad der Gerechtigkeit in Guatemala endlich in Schwung kommt (so zumindest der Schein der Dinge), ist unser Einsatzteam, die sogenannte “mobile Gruppe”, mit Arbeit überhäuft. Die internationale Präsenz wird in Guatemala als sehr wichtig erachtet insbesondere in letzter Zeit, in der sich immer mehr ZeugInnen aussprechen. Diese Aussagen können nicht einfach ignoriert oder totgeschwiegen werden, wenn die ganze Welt zuhört.

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