Detrás la imagen de una aparente democracia

El 29 de julio de 2018, la Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) comenzó las primeras audiencias en Tegucigalpa en el marco de su visita oficial a Honduras. El objetivo de estas audiencias es conocer la situación actual y pasada del país con un enfoque particular, como su nombre lo indica, sobre los derechos humanos. El Comité de Familiares de Detenidos Desaparecidos en Honduras (COFADEH) ha estado activo durante más de 30 años defendiendo a personas cuyos derechos humanos han sido violados. El COFADEH se presentó con un grupo víctimas de los eventos que ocurrieron después del fraude electoral en diciembre de 2017. Continue reading

Derrière l’image d’une apparente démocratie

Le 29 juillet 2018, la Commission inter-américaine de droits humains (CIDH) a commencé à Tegucigalpa les premières auditions concernant sa visite officielle au Honduras. Ces entrevues ont pour but de connaître la situation actuelle et passée du pays avec un focus particulier, comme le nom de l’association l’indique, à propos des droits humains. L’association « Comité des familles de détenus disparus du Honduras » (COFADEH) est active depuis plus de 30 ans dans la défense de personnes dont les droits humains ont été bafoués. Ils sont venus accompagner un groupe de personnes ayant été victimes des événements survenus après la fraude électorale de décembre 2017. Continue reading

Aus dem Leben eines Acos in Guatemala

Nun bin ich bereits zwei Monate hier in Guatemala. Das Klima hier auf 1500 m Höhe ist angenehm, mit starker Sonne und in den letzten Tagen manchmal bis gegen 30°C, aber meist mit angenehmem Wind und bisher kaum Regen. Irgendwann in den nächsten Wochen ist aber der Beginn der Regenzeit fällig. Die meisten Tage bisher waren klar, so dass man vom Dach aus die nächsten Vulkane sehen kann.

Der Blick vom Dach nach unten geht auf die Terrasse des obersten Geschosses mit den Zugängen zu den zwei Schlafräumen, und dazwischen zu Waschküche und Dusche/WC. Das WG-Leben hier ist eng wie in einer SAC-Hütte, bei der man vor zehn Jahren den Hüttenwart weggespart hat: also basisdemokratisch-chaotisch, was mir als älterem Semester die Angewöhnung erschwerte.

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Essere accompagnante internazionale dei diritti umani

In Guatemala sono presenti diverse ONG a sostegno e tutela dei diritti umani e della salvaguardia del territorio, fra cui ACOGUATE, attraverso la quale sono venuta a conoscenza della realtà del paese e del ruolo della cooperazione internazionale.

Sono trascorsi cinque mesi dal mio arrivo e il compito che mi è stato assegnato è quello di visitare le comunità assumendo il ruolo di accompagnante: gli operatori nella regione Ixcan/Coban, quella in cui sono ubicata, visitano le famiglie, si riuniscono con le autorità locali, scambiano informazioni, raccolgono testimonianze.

Le nostre uscite comportano una permanenza nei villaggi di due o tre settimane consecutive, visitando in media sei, nove comunità ogni volta. Una comunità può essere formata da trenta famiglie fino ad arrivare a cento. Al nostro arrivo ci presentiamo alle autorità locali le quali ci attribuiscono un alloggio: a volte dormiamo con le famiglie, condividendo il loro spazio, altre, invece, usufruiamo di scuole o infermerie.

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Entretiens d’Anna Vidoli pour la RSI et La Regione

Anna Vidoli, 27 ans, a grandi à Ascona (TI). Depuis novembre 2015, elle s’est engagée avec Peace Watch Switzerland au Guatemala et représente actuellement notre organisation auprès de notre partenaire sur place, ACOGUATE. Dans le cadre d’un entretien pour la RSI, à écouter ici en intégralité, elle nous fait part de son expérience sur le terrain.

A retrouver également l’article qui lui a été accordé dans La Regione au début du mois de mars.

Anna La Regione

L’accompagnamento nelle comunità del Guatemala

Attraverso queste foto voglio condividere con voi il mio quotidiano in quanto accompagnatrice dei diritti umani in Guatemala, e più specificamente nella regione Ixcan. Così avrete modo di impregnarvi della cultura, fare conoscenza con i suoi abitanti, lasciarvi condurre in questi paesaggi e essere coscienti delle minacce che la popolazione vive quotidianamente.

Anna, Guatemala, février 2016

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Verso il lavoro: un uomo si dirige al mercato per vendere prodotti. ©AVidoli2016.

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Educazione – divertimento. ©AVidoli2016.

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©AVidoli2016.

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“El baile del venado”: ballo tradizionale illustrando la conquista spagnola. ©AVidoli2016.

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©AVidoli2016.

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Ereignisreicher Start ins neue Jahr sowie bei ACOGUATE

Mit dem Beginn des neuen Jahres fing auch endlich mein Einsatz als Menschenrechtsbegleiterin im Rahmen des internationalen Projekts ACOGUATE an. Voller Wissens- und Handlungsdrang startete ich die Ausbildungsphase vor Ort. Bereits 3 Tage nach Beginn geschieht Unerwartetes: Das Justizsystem gerät in Bewegung!

Nachdem das Genozidurteil gegen Ex-Diktator Ríos Montt de facto annulliert wurde, bzw. das Verfahren praktisch nochmals von vorne losging, hatten Viele bereits die Hoffnung auf Gerechtigkeit aufgegeben im Hinblick auf die unzähligen Gräueltaten gegen die Zivilbevölkerung, die zwischen 1978-1983, der blutrünstigsten Phase des Internen Konflikts, begangen worden waren. Die Hoffnung stirbt aber zuletzt.

Da das Rad der Gerechtigkeit in Guatemala endlich in Schwung kommt (so zumindest der Schein der Dinge), ist unser Einsatzteam, die sogenannte “mobile Gruppe”, mit Arbeit überhäuft. Die internationale Präsenz wird in Guatemala als sehr wichtig erachtet insbesondere in letzter Zeit, in der sich immer mehr ZeugInnen aussprechen. Diese Aussagen können nicht einfach ignoriert oder totgeschwiegen werden, wenn die ganze Welt zuhört.

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Le mie sensazioni all’arrivo in Guatemala

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IMG_2834Non è facile descrivere quali sono state le sensazioni che ho provato all’arrivo in Guatemala. Scendendo dall’aereo ho provato paura per l’inizio della nuova esperienza in una città sconosciuta, con l’incognita della collaborazione, lo scambio con cooperatori provenienti da molte altre culture e le sfide personali che questo comporta. D’altro canto prevaleva un senso di eccitazione nell’intraprendere l’attività con la popolazione locale, piena di curiosità verso la loro cultura, la lotta per il quotidiano, la loro realtà di vita.

Dopo due settimane di formazione, durante le quali noi nuovi abbiamo ricevuto informazioni di vario genere: politico, culturale, sociale, psicologico, siamo stati assegnati a delle regioni nelle quali è attivo il programma ACOGUATE, siamo diventati accompagnanti in sostegno delle rivendicazioni dei locali, del loro territorio e dei loro diritti.

Sono partita per la regione Ixcan, centro di interesse nel dibattito sulla politica energetica e l’uso delle risorse naturali. Il governo guatemalteco e le imprese transnazionali vorrebbero approfittare del potenziale idroelettrico della zona per costruire la seconda diga più grande dello Stato. Alcune comunità si oppongono alla rimilitarizzazione, adottando misure atte a garantire che le loro voci siano ascoltate. L’incremento della presenza militare è un segnale inquietante per gli abitanti in lotta per i loro diritti.

Noi affianchiamo due organizzazioni nella regione Ixcan: un’Associazione per la giustizia e la riconciliazione nel caso di genocidio e un’Associazione di Comunità per lo sviluppo, la difesa della terra e delle risorse naturali. Con un’altra cooperante visitiamo i loro villaggi, le loro case e ci riuniamo con le autorità locali. La lotta di queste persone prosegue da anni, mostrando il desiderio di giustizia e di vivere serenamente. Nonostante i 36 anni di conflitto interno queste comunità mostrano un livello di resilienza molto alto: è ammirevole vedere che nonostante il duro lavoro nei campi, la famiglia e gli altri impegni della difficile vita quotidiana, si ritagliano uno spazio per riportare pace e democrazia nel loro paese cha ha già tanto sofferto.

C’è molto da imparare e aspetto con impazienza i prossimi incontri per conoscere meglio le persone, il loro modo di vivere e i loro pensieri. In queste comunità abbiamo la fortuna di vivere a stretto contatto con gli abitanti: dormiamo con loro e mangiamo alla stessa tavola, compartendo storie sulle differenze culturali. La costruzione di un rapporto di confidenza e fiducia è un processo che durerà nel tempo, motivo per il quale ho deciso di restare metà anno nel paese.

Anna, Guatemala, 5 janvier 2016

Un jour dans la peau d’une observatrice internationale des droits de l’Homme

C’était le 23 août dernier. J’arrivais en Colombie et m’apprêtais à endosser le rôle d’observatrice pour l’ONG Peace Watch Switzerland (PWS) et son partenaire colombien Pensamiento y Accion social (PAS). Mon rôle consisterait donc à accompagner des communautés de petits paysans luttant pour garder leurs terres face à de grands propriétaires terriens, ou dans un des cas, une entreprise d’huile de palme. En d’autres termes, mon collègue et moi-même allions nous rendre sur le terrain afin d’observer la situation des communautés au quotidien, les attaques et menaces dont elles sont victimes, leur manière pacifique d’y résister, mais également les difficultés et conséquences que cette lutte impliquent. Pour en savoir plus sur le contexte de cette communauté, voir l’article suivant: las-pavas. Plus concrètement, après un peu plus d’un mois passé sur le terrain, voilà à quoi peut ressembler une de nos journées.

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Vorbild Guatemala

Gestern habe ich an einem Forum über die Justiz im Übergang und die Straflosigkeit in Mittelamerika teilgenommen. Zwei Informationssplitter möchte ich mit Euch teilen: „Die letzten zwanzig Jahre war Guatemala immer das Schlusslicht im Umzug der mittelamerikanischen Staaten hin zu einer demokratischen Gesellschaft, und seit ein paar Monaten schauen wir verwundert nach Guatemala: Die erstarkende Zivilgesellschaft ist uns ein Vorbild geworden – was ihr hier bewegt habt, macht uns Mut!“ sagte ein mexikanischer Teilnehmer.

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